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2 agosto 2011
>10.25
lo stesso post di tutti gli anni, lo stesso giorno di ogni estate, lo stesso ricordo nella mia Memoria
Quando te lo dicono ad otto anni, che lì
qualcuno ha messo una bomba che ha ucciso 85 persone, ti importa poco
del colore politico, della dicitura «fascista» incisa sulla lapide, di
sapere cos’erano «gli anni di piombo» o anche soltanto di capire che
cos’è il terrorismo. A ben guardare non ti interessa nemmeno il perché e
nemmeno il percome. Rimani semplicemente senza parole, e in silenzio
cerchi tutti i bambini che sono morti
quando avevano più o meno la tua età e conti che 85 morti è cinque
volte la tua classe, maestra compresa. Semplicemente non capisci, e dopo
un po’ passi oltre.
Quando te lo dicono ad otto anni, che lì, a cinquanta chilometri da
casa, in quella città che per tutti è così importante e che allora lo
dev’essere anche per te, qualcuno ha messo una bomba e sono morte 85 persone, te lo ricordi per sempre a tal punto che tutte quante le estati
aspetti di vedere l’immagine in televisione di tutta quella gente
radunata in quel posto in cui tu sei stato durante la tua prima vera
gita con la scuola.
Quando te lo dicono ad otto anni, lì, dentro la sala d’aspetto della
stazione, ci torni il giorno stesso in cui hai preso il treno per
andarti a iscrivere all’università, e poi anche il primo giorno di
lezione, e poi tutte le volte che il tuo treno fa ritardo. E rileggi la lapide, e rileggi i nomi dei bambini, e rileggi la data.
Era sabato 2 agosto 1980.
| inviato da clos il 2/8/2011 alle 8:32 | |
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